La nostra storia

L’idea di Basecamp523 si matura a Berlino dove abbiamo vissuto per oltre 10 anni. 

La routine e la frenesia della grande città, che tanto ci aveva dato fino a quel momento, ora sembrava toglierci il respiro.  

La stabilità e la realizzazione nel campo professionale non bastavano più per sentirsi veramente felici. 

In questa dualità interiore, da una parte i dogmi e gli stereotipi della società moderna, che ti vogliono per forza incasellare in una determinata posizione sociale e dall’altra il richiamo di un ritorno “alla base” ad una vita “semplice” fatta di natura ed attimi di genuinità, abbiamo riflettuto a lungo prima di decidere il passo da compiere.

Dopo aver percorso oltre 3000 km su una bici gravel in Patagonia, in Marco è scattata la scintilla per il cambiamento: “estraniato dal quotidiano, con pochi elementi basici, capisci la vera essenza della vita”. Il viaggio in bici ti mette a nudo, puoi contare solo sulle tue forze e su quei pochi oggetti che riesci a portare con te, eliminando il superfluo, in modalità “back to basics”. 

La felicità è data da cose semplici, ma ce ne rendiamo conto soltanto quando siamo fuori contesto, quel contesto che ci spinge alla continua ricerca di status sociale e crea bisogni che in natura non esistono.

Marco e Silvia capiscono che è arrivato il momento, prendono coraggio e lasciano la loro vecchia vita, lavoro, carriera e la grande città ed iniziano a sviluppare il loro nuovo progetto di vita: Basecamp523!

Attraverso un turismo lento, cosciente ed ispiratore vogliamo rivalutare le aree rurali e montane, partendo dall’Appennino marchigiano, la terra dalla quale proveniamo

Catapultati in poco tempo nella realtà di un’Italia bloccata dalla pandemia, in pieno inverno, abbiamo lavorato al progetto nella casa rurale appartenuta ai bisnonni di Marco, circondata da montagne, priva di ogni comfort e riscaldata da una stufa a legna, a 523m slm.

“Ci sentiamo come degli alpinisti in un campo base prima di scalare la montagna”, una metafora che descriveva perfettamente la situazione del momento. Nasce così il nome del progetto: “basecamp”, campo base in inglese appunto, a 523m di altezza. Il progetto viene in prima battuta selezionato da un acceleratore di start up, finanziato dalla fondazione Garrone e A.  Merloni, che ci ha fornito le competenze necessarie per lo sviluppo di un’attività in zone rurali e montane. A febbraio 2022 siamo stati selezionati da un’ulteriore programma di formazione imprenditoriale che si chiama IDEABOOSTERLAB finanziato dalla Commissione Europea, il quale ci permette di accedere ad un programma all’avanguardia presso l’Università Bocconi di Milano.

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